Sono onesto: L’estate non è la mia stagione preferita.

Si ok… il mare, l’aperitivo in spiaggia, i pomeriggi interi a scorrazzare sulla moto d’acqua con gli amici, il caldo.

Si il caldo, proprio lui, che non ti permette d’indossare altro che una camicia e molto spesso pure quella risulta essere troppo!

La sola cosa che posso fare in quelle torride giornate di solleone, che nemmeno Edoardo Vianello sembra essere in vena di voler intonare le note di “Peperone” perennemente in loop nello stereo dei miei genitori, è quella di lasciarmi trasportare dalla nostalgia passando in rassegna i capi appesi e custoditi, ognuno nel suo portabiti, nel mio guardaroba.

Vista e tatto trovano immediato appagamento in colori e tessuti ma soltanto in uno di quei portabiti è nascosto qualcosa che, come nessun’altro, riesce di soddisfare non due ma tre sensi.

Basta tirare giù di qualche centimetro la chiusura per beccarsi sul naso un diretto destro degno di Iron Mike de bon temps!

L’odore è inconfondibile, da molti amato e da tanti odiato (fidanzate e mogli in primis, ndr); un odore che sa di storia, che suscita autorità e incute rispetto come a un vecchio capofamiglia.

Il colore poi non lascia spazio a dubbi nel caso in cui fossimo raffreddati: E’ il celebre giaccone cerato BARBOUR.

Barbour

Barbour vede la luce nel 1894 quando John Barbour diede vita alla J. Barbour and Sons Ltd. in South Sheild, lanciando la prima linea di capi robusti e cerati adatti ad ogni condizione atmosferica.
Come molti brand divenuti in seguito status simbol, anche Barbour nasce per soddisfare le esigenze lavorative e proteggere dalle intemperie marinai, pescatori, cacciatori e contadini.
Il particolare tessuto egiziano oleato con cui sono prodotti i Barbour garantisce la più totale impermeabilità e resistenza alle più dure abrasioni.
     Barbour               Barbour               Barbour
Nei primi anni 80 avviene la svolta che segna il passaggio da marchio di abbigliamento da lavoro a quello di emblema dello stile country chic avvalorato dal Royal Warrant concesso dalla Regina come fornitori ufficiali della Casa Reale.
Dal trattore al Range Rover senza mezze misure.
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Lo stesso Principe Carlo ne è estimatore ed impareggiabile ambassador.
                         Prince Charles Barbour                         Principe Carlo Barbour
Un’altra grandissima icona di stile che ha amato Barbour è senza dubbio Steve McQueen, al quale è stata dedicata una capsule collection a suo nome, che indossava il modello International Suit in sella alla leggendaria Triunph TR6 evidenziando come, oltre che alla vita di campagna, Barbour sia indissolubilmente legato anche al mondo delle due ruote.
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Le principali caratteristiche che accomunano tutti i capi Barbour sono il tessuto Thornproof, le ampie tasche a soffietto, il collo in velluto a coste, i bottoni automatici in ottone, la zip anti corrosione e la fodera interna in tartan.

“L’abbigliamento migliore per il tempo peggiore” recitava un vecchio slogan.

E oggi, complice un’autunnale cupidigia ed una pioggerellina britannica, ho finalmente potuto indossare il mio International Suit con immenso piacere:

                             Giorgio Giangiulio Barbour                   Giorgio Giangiulio Barbour                                 Giorgio Giangiulio Barbour                   Giorgio Giangiulio Barbour                       Giorgio Giangiulio Barbour                   Giorgio Giangiulio Barbour

Ah dimenticavo…  Strappi, buchi, scorticate e sbiadite sono da considerarsi virtù, “Medaglie al valore” conquistate sul campo le quali non fanno che rendere il nostro amato ancor più bello e affascinante.

 

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Jacket: Barbour Internarional Suit

Shirt: Fralbo Bespoke

Tie: Vintage Yves Saint Laurent Wool

Jeans: Jacob Cohёn

Shoes: Velasca Milano

Briefcase: The Bridge

Bracelets: Gerba

Written by giorgiogiangiulio